ASCA) - Roma, 22 mag - L'energia nucleare copre il 17% del fabbisogno mondiale di elettricita', il 32% in Europa, lo 0% in Italia. Ma non e' stato sempre cosi'. L'annuncio del ritorno al nucleare, fatto oggi dal ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola nel corso dell'assemblea di Confindustria, segna il ritorno sulla scena di un Paese che e' stato leader nel settore. A meta' degli anni '60 l'Italia era infatti la terza potenza al mondo per il nucleare civile, dietro a Stati Uniti ed Inghilterra, e davanti di molte lunghezze all'allora Unione Sovietica. Nei nostri confini si produceva addirittura l'11% di tutta l'energia elettrica da nucleare del mondo. A meta' degli anni '70 erano operative 3 centrali, una era in costruzione, ed erano gia' stati approvati piani per costruirne altre 18.
Poi venne il 26 aprile del 1986, la tragedia Chernobyl, e la storia del nucleare italiano giunse ad una svolta, formalizzata un anno e mezzo dopo, l'8 novembre del 1987, con il referendum che segno' la fine del programma nazionale. Ma quello fu anche l'inizio di un salasso per i contribuenti che gia' allora l'Enel stimo', per conto del governo, nella cifra record di 121.000 miliardi di lire del 1986.
SIETE FAVOREVOLI AL RITORNO DEL NUCLEARE COME FONTE DI ENERGIA?
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