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giovedì 20 novembre 2008

NOI NON CADIAMO IN QUESTA PROVOCAZIONE!











SIATE SERI !!
Era solo un sospetto, adesso ne abbiamo la certezza! Gli interventi effettuati da Napoli e Scorrano nel corso del convegno del 14 novembre scorso erano a carattere politico!
Altrimenti il centrosinistra per Sannicola non si sarebbe affannato a difendere i suoi con tanto di manifesto e articoli sui giornali!
Con questa azione è più che evidente il tentativo di tramutare un’appuntamento a carattere informativo in uno scontro politico, e la responsabilità non deve ricadere su chi ha organizzato il convegno!
In effetti la perplessità era subito balenata nelle nostre menti: un assessore con delega alla Pubblica Istruzione, che candidamente confessava di non essere a conoscenza delle caratteristiche della legge e invitava a ritirare i nostri soldati dalle missioni internazionali....e l’altro in apertura del suo “discorso”, perchè tale è stato per 11 minuti, dava la colpa al governo di centrodestra per non aver saputo affrontare i problemi della scuola....Nulla avevano a che fare con considerazioni da addetti ai lavori! E’ probabile che un moto di risentimento si sia materializzato in chi voleva essere protagonista sul palco, invece era stato invitato come spettatore.
Non è il caso di inventare scuse puerili, era perfettamente esplicato con tutti i mezzi il carattere mera-mente informativo del convegno. I relatori sono stati scelti in rappresentanza delle diverse competenze implicate nella migliore comprensione di un sistema in cambiamento. E’ stato chiamato un rappresentante del governo che ha legiferato, l’on LAZZARI; un dirigente scolastico, il prof. CARROZZO; un docente universitario, il prof. DI CAGNO, che hanno sviluppato gli aspetti della legge, in maniera tanto professionale quanto il tempo disponibile e l’argomento trattato potevano consentire.
Chi ha scritto il manifesto per il centrosinistra è incoerente oppure non era presente al convegno: è un dato di fatto, perchè se avesse partecipato, non avrebbe asserito tali scorrettezze. Presumibilmente sarà la stessa persona che più volte invitata non si è mai presentata ad un appuntamento organizzato dall’-Ass. UN GRANDE PROGETTO.....Per la cronaca: il Sindaco, anche questa volta, era assente.
Non accettiamo lezioni di democrazia: veramente antidemocratica è stata la durata degli interventi dei due esponenti politici del centrosinistra che hanno di fatto escluso altri dall’intervenire.
Così come, in tema di democrazia negata, l’ass. I MODERATI attende ancora lo strumento attuativo della costituzione dei consigli di quartiere o di zona, che è l’unico mezzo democraticamente valido ed efficace di interazione tra cittadino e amministrazione.
La certezza e la consapevolezza di aver organizzato un evento utile e proficuo, coronato da un grande successo di pubblico interessato dal tema concernente il futuro della nostra società, ci rendono ottimisti per il futuro. Lo testimonia anche l’ampia partecipazione di personalità politiche e civili di grande rilievo che cortesemente hanno risposto al nostro invito.
Non smetteremo di predisporre altri appuntamenti di interesse collettivo, nonostante polemiche costruite ad arte.
Noi non cadiamo in questa provocazione!
I Presidenti:
Geom. Giuseppe Calo’
Rag. Patrizio Romano

venerdì 10 ottobre 2008

Fiera di San Simone: semplice mercato o opportunità di sviluppo?

Come ogni anno a Sannicola, in data 28 Ottobre, si terrà la Fiera di San Simone, da sempre considerata dai suoi cittadini e da quelli dei paesi limitrofi appuntamento importante per la storia del paese.

Negli ultimi anni, questo evento si è ridotto a semplice mercato, perdendo di vista non solo la tradizione stessa della manifestazione, ma anche l’obbiettivo di sviluppo del territorio.

Noi dei MODERATI avanziamo la proposta che la fiera debba divenire strumento di richiamo per le nuove tecnologie dei nostri settori di produzione, in particolar modo quello artigianale e agricolo e fonte di aggregazione sociale e culturale.

Trasformando la Fiera di San Simone in fiera campionaria con settori leader come l’artigianato e l’agricoltura, portando come valore aggiunto alla manifestazione un saldo legame fra tradizione ed innovazione, l’evento assumerebbe le caratteristiche di vetrina espositiva per le numerose attività produttive locali mirando ad un concreto sviluppo del territorio.

La Fiera dovrà coinvolgere espositori non solo locali, ma anche di altre regioni, in modo da creare un polo fieristico interessante per un mercato più ampio di quello esclusivamente salentino, avendo come scopo la promozione del territorio, come mediatore tra una significativa offerta e un’ampia domanda e come animatore, un dibattito sul futuro dell’agricoltura.
Inoltre l’incontro dovrà incoraggiare la promozione e lo sviluppo della meccanizzazione in agricoltura attraverso la divulgazione delle più moderne tecniche di coltivazione e trattamento dei prodotti agricoli organizzando convegni con tematiche incentrate sulla certificazione di qualità dei prodotti ortofrutticoli (protocolli EUREP-GAP, IFS), fino alla riforma della PAC e sulle sue ripercussioni sull’agricolture locali.

Spetterà al Comune il compito di coinvolgere in questo progetto la Regione Puglia e la Provincia di Lecce con i rispettivi assessorati all’Agricoltura, all’Ambiente, al Turismo, alle Attività produttive non dimenticando le associazioni di categoria come Coldiretti, Aprol, Confagricoltura, Confcooperative Puglia, Fedagri e associazioni legate all’ambiente.

In un futuro di un eventuale polo fieristico già ben avviato, si potrebbe ipotizzare una struttura idonea dove svolgere la manifestazione, ad esempio rivalutando la stessa area industriale di Sannicola. L’ipotesi di una struttura pensata appositamente per la fiera, farebbe acquistare all’evento un ulteriore leva di sviluppo, per non parlare poi di punti importanti come la possibilità di posti di lavoro e altre opportunità che si aprirebbero al paese. Ovviamente, tale struttura deve essere progettata in maniera tale da essere sfruttata come plesso di altre attività nel periodo in cui non viene svolta la fiera.
Pur rimanendo un pensiero molto futurista, non è un’idea irrealizzabile, se il vero scopo di tutti è quello di un concreto sviluppo del territorio, facendo un passo alla volta e con la partecipazione attiva dei cittadini stessi si può provare a migliorare.

Certi della voglia che ha l’Amministrazione per valorizzare il territorio di Sannicola e creare nuove opportunità siamo sicuri che accetterà la nostra proposta per il bene del nostro paese.
IL PRESIDENTE
Patrizio ROMANO

martedì 9 settembre 2008

"Serve una nuova generazione di politici cattolici"


Benedetto XVI ha esortato la Chiesa e i cattolici a tornare ad «essere capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica»

Il cristianesimo arrivi nelle famiglie, «cellule della società», ai giovani, «assetati di verità e di ideali proprio quando sembrano negarli», così come «il mondo del lavoro, dell’economia, della politica», che ha bisogno di «una nuova generazione di laici cristiani» che abbiano «rigore morale» e «competenza»: è l’auspicio espresso da Benedetto XVI nel corso di una messa celebrata di fronte a centomila fedeli a Cagliari in occasione del centenario della proclamazione della Madonna come patrona della Sardegna.

«Maria vi aiuti a portare Cristo alle famiglie, piccole chiese domestiche e cellule della società, oggi più che mai bisognose di fiducia e di sostegno sia sul piano spirituale che su quello sociale. Vi aiuti - ha proseguito il Papa dal sagrato del Santuario di Nostra Signora di Bonaria - a trovare le opportune strategie pastorali per far sì che Cristo sia incontrato dai giovani, portatori per loro natura di nuovo slancio, ma spesso vittime del nichilismo diffuso, assetati di verità e di ideali proprio quando sembrano negarli».

«Vi renda capaci - ha proseguito Benedetto XVI - di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica, che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile».

sabato 23 agosto 2008

LE FALSE IMMAGINI DELLE OLIMPIADI DI PECHINO

Siamo ormai agli sgoccioli e sta per calare il sipario sul palcoscenico olimpico. Le Olimpiadi ci hanno regalato moltissime emozioni che vanno dalla rabbia all'orgoglio nazionale, per alcuni anche qualche lacrima ma cosa resterà veramente di queste Olimpiadi?

Il falso della bambina che canta la canzone (con la voce di un’altra) alla cerimonia di inizio dei Giochi è solo una delle tante trappole di queste Olimpiadi che preferiscono l’immagine alla realtà: per coprire i disastri ecologici ed umani portati dal Partito comunista al potere. Si vuole eliminare l’individuo e il popolo e per questo si nega la libertà religiosa. Il consiglio di Benedetto XVI.

Pechino (AsiaNews) - Lin Miaoke, la bambina che ha cantato l’Ode alla madrepatria alla cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino, ha solo mimato la canzone. Chen Qigang, direttore musicale della serata ha dichiarato che la piccola Lin prestava soltanto la sua immagine. La voce veniva da un’altra bambina, Yang Peiyi, con una voce più bella, ma con una dentatura non perfetta e un volto meno accattivante. Nei blog cinesi si accusano gli organizzatori della serata di aver preferito l’immagine ai contenuti e ci si domanda come si fa a disprezzare il volto semplice di una bambina di 7 anni, che non solo canta, ma anche dipinge e ama l’opera di Pechino. Chen Qigang ha sottolineato che la scelta di immagine, più che del contenuto è avvenuta addirittura per salvare “gli interessi nazionali”.

Un’altra rivelazione – confermata dal Comitato organizzatore dei Giochi - è quella per cui nella trasmissione televisiva si sono visti fuochi d’artificio per tutta la città: essi non erano reali, ma generati dal computer. L’artificio era necessario perché la sera dell’8 agosto il cielo di Pechino era nuvoloso e nebbioso – a causa dell’inquinamento e del caldo - e la visione da lontano non chiara.

Per evitare imbarazzanti domande sull’inquinamento, anche qui – sempre per “l’interesse nazionale” – si è preferito giocare d’immagine più che di sostanza.
Tutto questo non stupisce per nulla. Tutto il carrozzone delle Olimpiadi è usato dalla Cina per questo motivo: promuovere un’immagine del Paese moderna, aperta, gioiosa, pulita, giovane forse per attrarre nuovi investimenti e turisti, cercando di far dimenticare problemi e contraddizioni che pure restano acuti nella popolazione .

L’ambiente
Per rimanere alla cerimonia di apertura, la retorica dei bambini che disegnano il sole (che si vede raramente a Pechino), o le nuvole bianche (anch’esse rare) fa a pugni con la situazione concreta della Cina attuale. Secondo un’inchiesta recente, oltre il 90% dei cinesi reputa l’emergenza ecologica il problema più grave del Paese, che crea mancanza di acqua potabile in città e campagne e la morte di almeno 400 mila persone all’anno per problemi respiratori.

In questi giorni i visitatori stranieri sono bombardati alla tivù da immagini turistiche di sogno, nel Zhejiang o nel Sichuan, con laghi tranquilli e azzurri, foreste verdi, panda giocosi, mentre la realtà è fatta di industrie che inquinano e di intere regioni terremotate a rischio infezione e di inquinamento nucleare.

La cultura
Una simile operazione di immagine avviene per la cultura. Non c’è trasmissione televisiva o giornale quotidiano che non abbia ormai rubriche sull’antica cultura cinese: calligrafia, musica, opera, riti, feste, tradizioni… Tutto però viene spiegato come delle “cose” da praticare. Si pubblicizzano riti, cibi, tradizioni senza andare a fondo dei motivi che li hanno fatti emergere. Si danno solo “istruzioni per l’uso” (oggi mangiate ravioli; oggi mangiate spaghetti; oggi mangiate quella verdura;…) senza mai avvicinarsi ai perché: perché oggi si dovrebbero praticare queste cose?

Anche la cerimonia di apertura ha glorificato i saggi confuciani, la scrittura, la stampa, la Via della seta, l’architettura del passato e poi si è lanciata verso il futuro, l’astronave, il mondo fraterno sperato, senza dire nulla del presente così doloroso per centinaia di milioni di cinesi.

Un grande assente: il Partito comunista
Alla cerimonia di inizio si è messo fra parentesi tutto il periodo comunista dell’ideologia pura: nel far scorrere i grandi momenti della storia cinese si è passati dai costumi e dalle colonne rosse del periodo Ming e Qing alle imprese spaziali di Yang Liwei, il primo astronauta cinese.

Tutto questo è dovuto anzitutto al fatto che il Partito comunista in Cina sta soffrendo la più profonda crisi ideologica dalla sua fondazione, minato com’è dalla corruzione e dal decadere del suo “servizio al popolo”. Ma è anche dovuto al fatto che l’organismo più criticato – e forse più odiato – dai cinesi è proprio il Partito. Le decine di migliaia di rivolte che avvengono ogni anno e che sempre di più giungono fino ad assalire le sedi del Partito, metterle a ferro e fuoco, scontrarsi con la polizia e l’esercito a causa di espropri, inganni, inquinamenti, licenziamenti, ingiustizie dicono quanto la gente ami il Partito. Per “migliorare l’immagine”, il Ministero della propaganda, preoccupato di questo trend, si è detto pronto a pagare 5 mao (5 centesimi di euro) ad ogni persona che nei blog su internet infili una lode al Partito. Anche nella cerimonia d’inizio, per questioni di “immagine”, si è preferito saltare a piè pari ogni riferimento a Mao – che propose il disastroso Balzo in Avanti e la sanguinaria Rivoluzione culturale - e a Deng, che ha imposto le modernizzazioni economiche senza la democrazia. E così si evita di fare un lavoro di “purificazione della memoria”: di rivedere la storia, per confessare i propri errori.

Manca l’uomo e la sua libertà
Da tutte le cerimonie olimpiche manca l’uomo e il popolo. Tutti i tedofori sono stati scelti fra personalità del Partito, del commercio, dello spettacolo e dello sport. Nessuna traccia dei milioni di lavoratori migranti che per anni sono stati sfruttati per costruire i faraonici impianti olimpici; nessuna traccia di qualche pechinese, costretto a subire i problemi delle Olimpiadi (traffico, sicurezza, difficoltà di movimento, controlli,…) senza godere di nessun vantaggio.

Al popolo viene richiesto di ubbidire: non sputare per terra; non gridare per strada; non manifestare le proprie opinioni… Non si chiede il loro coinvolgimento. La gente di Pechino soffre e subisce accanto alle Olimpiadi, ma non vi partecipa. Ne è prova i molti posti vuoti agli stadi:i biglietti sono stati dati agli sponsor che non si sono nemmeno presa la briga di distribuirli. L’importante è solo l’immagine, che il logo dello sponsor appaia alla televisione.

Coinvolgimento e partecipazione implicano un appello alla responsabilità della persona. Ma questo è ciò che il potere teme di più.

Ma anche i progetti che la Cina vorrebbe raggiungere, come ad esempio la pulizia dell’ambiente, senza esaltare la responsabilità dell’individuo e della persona, rischiano di non produrre frutti.

La libertà religiosa
Dopo le critiche dei media internazionali sulla censura operata dalla Cina su internet, rimangono oscurati ancora i siti religiosi e soprattutto quelli cattolici e della Falun Gong. Io penso che questo sia perché la religione è la strada della riscoperta dell’individuo, che invece il potere cinese cerca di eliminare. La proposta che il potere fa ai giovani è solo quella di un materialismo consumista: cose da possedere, ricchezza da sperare, potenza cinese da espandere, niente per l’anima. E si elimina la religione. Quanto il papa ha detto giorni fa - “è importante che questo grande Paese si apra al Vangelo” - non è solo una richiesta di libertà religiosa: è una necessita per la Cina, perché sia esaltata la responsabilità dell’individuo, senza di cui nessun ideale, nemmeno quello di un mercato vibrante, potrà essere mai pienamente attingibile.

giovedì 17 luglio 2008

DAL 2010 IMPRONTE DIGITALI SULLA CARTA D'IDENTITA'


Dal primo gennaio 2010 tutti gli italiani avranno le proprie impronte digitali sulla carta d'identità. È quanto prevede un emendamento al decreto legge sulla manovra che ha ottenuto il sì bipartisan nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

La norma, raddoppia a 10 anni la validità della carta d'identità, che oltre alla fotografia dovrà essere munita anche delle impronte digitali.

Tale norma richiama una direttiva comunitaria già esistente che porterà prima o poi tutti i Paesi Ue a introdurre questa novità.

Siete d'accordo?

sabato 24 maggio 2008

IN ITALIA IN QUESTI GIORNI, E' RITORNATA AGLI ONORI DELLA CRONACA LA PROPOSTA DEL NUCLEARE COME FONTE DI ENERGIA.

ASCA) - Roma, 22 mag - L'energia nucleare copre il 17% del fabbisogno mondiale di elettricita', il 32% in Europa, lo 0% in Italia. Ma non e' stato sempre cosi'. L'annuncio del ritorno al nucleare, fatto oggi dal ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola nel corso dell'assemblea di Confindustria, segna il ritorno sulla scena di un Paese che e' stato leader nel settore.

A meta' degli anni '60 l'Italia era infatti la terza potenza al mondo per il nucleare civile, dietro a Stati Uniti ed Inghilterra, e davanti di molte lunghezze all'allora Unione Sovietica. Nei nostri confini si produceva addirittura l'11% di tutta l'energia elettrica da nucleare del mondo. A meta' degli anni '70 erano operative 3 centrali, una era in costruzione, ed erano gia' stati approvati piani per costruirne altre 18.

Poi venne il 26 aprile del 1986, la tragedia Chernobyl, e la storia del nucleare italiano giunse ad una svolta, formalizzata un anno e mezzo dopo, l'8 novembre del 1987, con il referendum che segno' la fine del programma nazionale. Ma quello fu anche l'inizio di un salasso per i contribuenti che gia' allora l'Enel stimo', per conto del governo, nella cifra record di 121.000 miliardi di lire del 1986.

SIETE FAVOREVOLI AL RITORNO DEL NUCLEARE COME FONTE DI ENERGIA?

A VOI I COMMENTI....

sabato 17 maggio 2008

Rilascio delle autorizzazione per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande

In merito all’ordinanza n° 39/08 del 09/05/08 del Comune di Sannicola che consente il rilascio delle nuove licenze per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, noi dei "MODERATI" vogliamo mettere in evidenza le seguenti affermazioni: nelle premesse si fa riferimento al Decreto Bersani richiamando l’incompatibilità del regolamento comunale con il principio di libera concorrenza.
Tuttavia il decreto pone una questione di “limiti riferiti a quote di mercato predefinite o calcolate sul volume delle vendite a livello territoriale”.
Ma se il comune subordina il rilascio di nuove licenze in base a reali esigenze di mercato si può definire un comportamento lesivo della concorrenza?
Il regolamento attuale del Comune secondo gli amministratori ad una prima verifica parrebbe in contrasto sia con le disposizioni del Decreto Bersani sia con le mutate condizioni economico-sociali del territorio di riferimento
Si fa un continuo e generico richiamo all’aumento del turismo tradizionale, culturale, al possibile richiamo per il turismo pendolare. A questo punto le domande sorgono spontanee:

Ma almeno si sono tenute in considerazione le statistiche sui turisti che annualmente vengono pubblicate?

(Ci sono ad esempio quelle dell’Associazione provinciale del turismo ) Atteso che il decreto Bersani va contro la creazione di monopoli o distorsioni di mercato, nel nostro piccolo (parliamo di un territorio di 25 Kmq.) questa maggiore offerta di licenze in un mercato ormai saturo (altro che polo del gusto) è molto probabile che generi una notevole frammentazione con conseguente riduzione dei margini per ogni struttura.


Ha cercato il comune di rivolgersi agli operatori esistenti per valutare l’impatto della sua ordinanza?
Considerato che c'è un piano commerciale, frutto anche di confronto e discussione con gli operatori esistenti sul territorio, sarebbe stato giusto consultarli prima di emanare questa ordinanza.


Forse la reale conoscenza dei volumi di mercato avrebbe fatto desistere dal rilascio di nuove licenze nei diversi comprensori in particolar modo per Sansimone e Chiesanuova o per lo meno in un numero adeguato all'estensione territoriale e alla popolazione residente e fluttuante.