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martedì 2 giugno 2009

giovedì 11 settembre 2008

WE WILL NEVER FORGET

Non ci sono parole, frasi o commenti per descrivere ciò che è successo
l'11 settembre 2001.
PER NON DIMENTICARE MAI

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sabato 31 maggio 2008

2 GIUGNO 1946



Il 2 giugno 1946 si svolse il Referendum istituzionale che mise fine alla monarchia nel nostro Paese. Gli italiani scelsero la Repubblica e insieme votarono per eleggere i 556 deputati dell'Assemblea Costituente che avrebbero redatto la nuova Carta Costituzionale.


Fu la prima tornata elettorale a vero suffragio universale, in quanto per la prima volta nella storia del paese andarono alle urne anche le donne: si recò a votare l’89,1% degli italiani, pari a 24.947.187, di cui 12.998.131 donne. Il risultato delle urne fu di 12.717.923 voti a favore della Repubblica, contro i 10.719.284 a favore della Monarchia.


La festività nazionale del 2 giugno, data della fondazione della Repubblica italiana, venne istituita nel 1949. Nel 1977 venne soppressa a causa dell'elevato numero delle festività infrasettimanali e della loro negativa incidenza sulla produttività sia delle aziende che degli uffici pubblici e le celebrazioni furono spostate alla prima domenica di giugno. La festività venne ripristinata nel 2001 con la Legge 20 novembre 2000 n.336, in quanto parte fondamentale della nostra memoria storica, ricorrenza che ricorda il coraggio di tutti coloro che, in armi, difesero, sino ad immolarsi, la Patria e diedero un determinante contributo per far nascere un'Italia libera, democratica, basata su fondamentali valori di dignità, di giustizia e di solidarietà (Carlo Azeglio Ciampi, Festa della Repubblica 2004).

VIVA L’ITALIA - VIVA LA REPUBBLICA

Per il giorno 2 Giugno l'associazione I MODERATI invita tutti i cttadini di Sannicola ad esporre il tricolore in onore della festa della Repubblica ed in segno di solidarietà a tutti i militari italiani in missione all'estero.

giovedì 8 maggio 2008

"a volte le parole non contano, conta il rispetto e la memoria!"



(Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978)



Il 9 maggio 2008 si commemora l’assassinio di una grande personalità della Repubblica e della storia italiana.


Il 16 marzo 1978, il presidente dell'allora Democrazia Cristiana italiana, On. Aldo Moro, venne sequestrato a Roma in via Fani dalle Brigate Rosse e gli uomini della sua scorta vennero barbaramente assassinati. Venne rapito mentre si stava recando in Parlamento per partecipare al dibattito sulla fiducia del nuovo governo Andreotti. Per tutta la durata di quel sequestro i media e l'opinione pubblica italiana, europea e mondiale seguirono col fiato sospeso quel tragico fatto. Con vari ultimatum, pena la vita dello statista, le BR chiesero un riconoscimento politico del loro movimento e la liberazione dei brigatisti sotto processo a Torino. PCI-DC erano per la fermezza: "rifiutare ogni compromesso", il PSI era invece per la trattativa. Passarono 53 giorni di lacerazioni politiche. Vennero mobilitati politici di ogni Paese, lo stesso Papa Paolo VI: invano.
Il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia, lo statista venne ucciso dalle Br. Il suo corpo venne trovato nel bagagliaio di una Renault R 4 rossa, posta emblematicamente a metà strada tra Piazza del Gesù e via delle Botteghe Oscure.



Noi dei MODERATI, ricordiamo la figura di alto spessore dello statista salentino come un uomo di potere e di governo che capiva i limiti ed i disagi del sistema politico e sociale della Repubblica Italiana.


Della salvezza e dello sviluppo dell’Italia repubblicana era sicuro a patto che esso avvenisse all’insegna del dialogo tra tutte le forze politiche democratiche e tutte le parti sociali ed economiche.


Dell' On. Aldo Moro resta, come lo definì Papa Paolo VI, il ricordo di “un uomo mite e buono”, il cui pensiero politico è ora più che mai attuale ed utile all’Italia democratica e repubblicana.